domenica 25 agosto 2024

Il senso della vita: la teoria delle probabilità e l’incertezza

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A distanza di 5 anni, grazie all'arrivo nella mia vita del nuovo mentore Yassin, e grazie agli stimoli dell'oracolo Biagio Del Giudice ho deciso di tracciare qualche emozione secondo il nuovo punto di osservazione.

La barca di Mike Lynch, The Bayesian, naufragata in Sicilia richiama il teorema di Bayes e l'importanza dell'aggiornamento continuo delle probabilità nell'analisi dei dati e nelle decisioni umane.

È una tragica ironia della sorte che il nome della barca di Mike Lynch , The Bayesian, e la sua intera strategia aziendale, si richiami a uno dei più importanti strumenti della teoria delle probabilità, il teorema di Bayes, alla cui pervasività si deve buona parte del funzionamento delle nostre tecnologie, compresa, soprattutto, l’intelligenza artificiale, proprio nella sua versione più sorprendente, quella basata sulle reti neuronali e sulle reti - appunto - bayesiane. In realtà, per la precisione, non si tratta di un vero e proprio teorema, ma di una formula, attribuita al reverendo Thomas Bayes (1702–1761) cui si deve una prima esposizione, benché la versione corrente sia del 1774, dovuta nientemeno che a David Laplace.

Il teorema di Bayes è la quintessenza dell’antidogmatismo e la statistica bayesiana è un invito ad un aggiornamento continuo delle conoscenze che stanno alla base delle decisioni umane. A differenza della statistica frequentista (altra ironia della sorte: quella usata nelle cosiddette “previsioni” meteorologiche) la statistica bayesiana considera la probabilità come un grado di credenza che si aggiorna costantemente alla luce di nuove informazioni, permette di incorporare conoscenze preesistenti (informazioni a priori) nell'analisi dei dati, ed è particolarmente adatta per affrontare situazioni caratterizzate da alta incertezza, dove le informazioni sono limitate e soggette a cambiamenti rapidi. Lo dimostra proprio la velocità dei nostri strumenti elettronici.

Un esempio Volete l’esempio più semplice? Mentre sto scrivendo questo post, il mio smartphone, ad ogni inizio di parola mi suggerisce diverse ipotesi su come la parola continuerà. Ogni volta che aggiungo una lettera questa verificherà o falsificherà l’ipotesi precedente e quindi, all’occorrenza, alla luce della nuova evidenza – cioè in questo caso, di una nuova lettera che compone la parola – suggerirà qualcosa di aggiornato alla luce della nuova informazione di cui dispone. Non è esagerato dire che dal teorema di Bayes (e dalla filosofia della probabilità che lo accompagna) dovrebbe partire ogni buon programma di alfabetizzazione finanziaria. Non a caso Mike Lynch è noto per il suo approccio innovativo alla gestione aziendale, basato su una forte componente analitica e sull'utilizzo di dati per prendere decisioni strategiche. Il nome della sua barca suggerisce che l'aggiornamento continuo è fondamentale. L'azienda è un organismo vivente che deve adattarsi continuamente a un ambiente in costante evoluzione. La statistica bayesiana, con il suo meccanismo di aggiornamento continuo delle probabilità, si adatta perfettamente a questa visione. In particolare, per l’importanza che attribuisce alle ipotesi e delle informazioni a priori: le esperienze passate e le conoscenze esistenti, benché rivedibili, sono fondamentali per prendere decisioni informate.

La statistica bayesiana permette di incorporare queste informazioni a priori nei modelli analitici e di gestire l’incertezza. In un ambiente imprenditoriale, e in generale nella vita di ogni giorno, l'incertezza è inevitabile. Mike Lynch, the Bayesian , suggerisce chiaramente qual è il tipo di statistica più utile ed efficace per quantificare l'incertezza e prendere decisioni in condizioni di informazione incompleta. Anche in situazioni estreme. Neppure un tornado, per quanto violento, potrà togliere solidità a questo importante impianto teorico ed empirico.

(fonte: https://www.ilsole24ore.com/art/bayesian-l-ironia-un-nome-l-inevitabilita-dell-incertezza-AFpoUsSD)

martedì 15 ottobre 2019

Successo ad Induzione

Era il 18 febbraio 2017 quando nasceva l'Open Space Technology "Come avere Successo ad Induzione" http://www.nobelme.it/successoadinduzione/

Negli Stati Uniti è da poco nata una disciplina accademica che studia l’autodeterminazione al successo. Ci ha pensato l’Università di Rochester con il gruppo di ricerca fondato da Richard Ryan e Edward Deci e guidato dalla dottoressa Shannon Robertson Hoefen. Il fatto che la ricerca del successo sia entrata nelle aule d’università rappresenta l’ennesima prova che sono necessarie competenze diverse per valorizzare pienamente il proprio percorso di carriera. E quasi mai si tratta solo di abilità imparate sui banchi di scuola.

Sicuramente come evidenziato nell'Istant Report dell'evento del 2017, se la ricetta dell'Successo ad Induzione richiede la "Trasformazione delle Abitudini in Abilità" è altrettanto vero che bisogna usare gli ingredienti giusti.

Voglio ricordarli come fatto nel mio speech sulla "AUTONOMIA":


Gli ingredienti del successo ... ad Induzione !!   

1. Coerenza

Le persone di successo si concentrano sul soddisfare i loro obiettivi, e questo è il motivo per cui essi hanno un programma coerente. Avere una programma preciso aiuta a dare priorità  e mantenere i compiti importanti in cima alla vostra lista

2. Fissare obiettivi quotidiani

Le persone di successo sono chiare circa i loro obiettivi e fanno un elenco scritto che li spinge al raggiungimento di questi obiettivi.

3. Alimentare le relazioni 

Le persone di successo cercano sostegno e trovano persone che possono connettersi con loro intellettualmente. Trovano le alleanze giuste.

4. Agire

Le persone di successo agiscono. Non risolvi nulla se permetti alla sensazione di sconforto di sopraffarti. Attraverso l’azione puoi ottenere risultati e scoprire un percorso verso i tuoi obiettivi. Ray Kroc diceva: “La fortuna è un dividendo del sudore. Quanto più sudi, più fortuna ottieni”.

5. Automotivarsi

Quando dici a te stesso frasi come “Oggi sta per essere un grande giorno” o “posso aver successo” incrementi la tua capacità intellettuale e migliori le possibilità di raggiungere i tuoi obiettivi per la giornata.

6. La buona salute

Una mente sana e un corpo in salute sono il primo passo verso il successo. Il tuo corpo è un veicolo per realizzare ciò che desideri. L’attività fisica non solo aiuta a mantenere il corpo fisicamente in buona salute: migliora anche il proprio stato mentale.

7. Meditare


La meditazione consente di concentrarsi e di essere più produttivi. Migliora le relazioni e la creatività.

8. Agire con piccoli miglioramenti per centrare gli obiettivi

Secondo Henry Ford, “niente è particolarmente difficile se lo si divide in piccoli passi”. Le persone di successo applicano l’effetto domino verso le loro ambizioni, facendo piccoli e continui miglioramenti ogni giorno.

9. Svegliarsi presto

Da Tim Cook, ceo di Apple, a Jeffrey Immelt, ceo di General Electric, svegliarsi presto sembra essere la tradizione delle persone di successo. Quindi, molto può essere fatto all’interno di quelle prime ore del giorno, che è più difficile da realizzare quando si aggiungono le distrazioni, gli incontri e il rumore ambientale della giornata lavorativa.

10. Avere passione

Nessuno vuole stare attorno a una persona con un cattivo atteggiamento, soprattutto perché è difficile ottenere risultati positivi con una mentalità negativa. Se stai per valutare qualcuno che collabori con te, cerca i «bicchieri mezzo pieni».

11. Avere consapevolezza

Le tue credenze ti portano al tuo potenziale, che si traduce in azioni, che si traducono in risultati. E il ciclo ricomincia.

12. Essere strategici

Il pensiero realistico impone di affrontare la realtà e di definire una strategia per raggiungere un target. Cosa che permette di distinguere le decisioni importanti nel corso del normale svolgimento del business. “Finché il pensiero non è collegato con la realtà non c’è alcuna realizzazione intelligente” (James Allen)

13. Rispettare i propri valori

La persona mentalmente forte non cade preda della voglia di misurarsi con la concorrenza: si concentra sul vivere secondo i suoi valori e fa del suo meglio per realizzarli. Alla fine della giornata, non si chiede “ho battuto tutti gli altri?”; si chiede invece: “Sono rimasto fedele ai miei valori?”.

14. Comunicare efficacemente

È essenziale per trasmettere agli altri la passione per la nostra idea.

15. Essere socievoli

Oggi il successo è spesso un lavoro di squadra. È importante cercare con pazienza e poi stringere le alleanze giuste per raggiungere il nostro obiettivo.

Altrettanto importanti sono però anche le controindicazioni: cioè quegli ingredienti che involontariamente si vogliono aggiungere per "abitudini" personali:

1. Timore di correre dei rischi

Molte occasioni vengono perse a causa dell’indecisione. Il rischio non è azzardo. L’azzardo è alla cieca. Il rischio è basato sulla conoscenza e sulla lungimiranza.

2. Mancanza di costanza

Il successo, se fosse un’operazione algebrica, sarebbe “costanza + resistenza”. Molti falliscono solo perché si arrendono. Occorre essere costanti.

3. Voler risultati immediati

Questo significa pensare solo al presente, senza lungimiranza: una visione limitata, non degna di grandi obiettivi.

4. Dare poco spazio a se stessi

Chi non si rispetta o si svaluta non può diventare un leader.

5. Cercare scorciatoie

Non esistono soluzioni rapide, purtroppo. È bene ricordarselo sempre.

6. Essere avidi

Il guadagno è importante, ma non è l’obiettivo primario: per prima cosa bisogna generare nel cliente il desiderio del prodotto. Ray Kroc diceva: “Se lavori solo per i soldi non ne farai mai, ma se ti piace il tuo lavoro e sei disposto a mettere sempre il cliente al primo posto, allora avrai successo”.

7. Non sapersi organizzare

“Tutti hanno la volontà di vincere, ma ben pochi hanno la volontà di prepararsi a vincere” (Vince Lombardi)

8. Razionalizzare

Con tutte le convinzioni limitanti possibili e immaginabili del dialogo interiore, come ad esempio: “Sono troppo vecchio/giovane/inesperto/sfortunato/squattrinato…”.

9. Non imparare dagli errori passati

Il fallimento non è definitivo: accresce l’esperienza.

10. Incapacità di usare il proprio talento

È essenziale mettere a frutto e migliorare le proprie capacità, ad esempio con uno studio costante. Le persone di successo leggono molto, frequentano corsi, insomma “si applicano”.

11. Mancanza di disciplina

Significa: focus (concentrazione), niente distrazione, sacrificio, coerenza.

12. Mancanza di curiosità

La persona di successo vuole imparare sempre cose nuove.

13. Mancanza di obiettivi

Per avere successo è necessario un forte desiderio di riuscire, unito a obiettivi chiari e ben definiti.

14. Mancanza di coraggio

Il carattere senza coraggio e integrità è privo di efficacia. Il coraggio senza carattere, invece, è oppressione.

15. Paura

La paura del fallimento è spesso peggiore del fallimento stesso.

Ma spesso pur conoscendo gli ingredienti consigliati e quelli poco indicati la ricetta non giunge al risultato giusto per mancanza del procedimento adatto: Trasformazione delle Abitudini in Abilità !!

Transire Placet, Felix Vitae Inducatur

dal  mio rifugio di Fort Chambray - Gozo




martedì 16 luglio 2019

Effetto Dunning Kruger : il paradosso dell'ignoranza

Gli psicologi David Dunning e Justin Kruger, della Cornell University attraverso una serie di studi effettuati anche su loro classi di studenti, hanno potuto comprovare  quello che viene definito l’effetto Dunning- Kruger:
"una distorsione cognitiva a causa della quale individui poco esperti in un campo tendono a sopravvalutare le proprie abilità autovalutandosi, a torto, esperti in quel campo." Come effetto di questa teoria, spesso gli incompetenti si dimostrano estremamente supponenti.


Semplificando, le persone stupide si considerano più intelligenti di quanto siano in realtà, mentre gli intelligenti si credono più stupidi; sarebbe più giusto dire: le persone ignoranti sono sicure di sapere molto e chi sa molto si sente ignorante.


Lui è McArthur Wheeler.
È il 1995, siamo a Pittsburgh, negli Stati Uniti. Quella macchia scura che vedi nella sua mano destra è una pistola.
McArthur sta rapinando una banca della città dello Stato della Pennsylvania: è la seconda banca che sta derubando nella stessa giornata e lo sta facendo a viso scoperto, indifferente alle telecamere di sorveglianza e alle conseguenze di un suo riconoscimento.
McArthur infatti ha un piano.
C’è un solo problema: McArthur è un idiota (e non sa di esserlo).
Lo stupido che si credeva un genio del crimineAndiamo indietro di qualche giorno.
Wheeler è a casa di un suo amico. L’amico, per impressionarlo, decide di mostrargli un “trucco di magia“, imparato di recente: prende una penna, sostituisce l’inchiostro con del succo di limone e inizia a scrivere su un foglio di carta.
Il foglio sembra rimanere immacolato, ma appena Jack lo avvicina ad una candela, iniziano ad apparire le sue scritte.
McArthur rimane sbigottito e viene fulminato da un’intuizione, un’intuizione che gli cambierà la vita (in peggio).

Tornato a casa, il nostro “paziente zero” inizia a cospargersi il viso con del succo di limone e, visto che non è uno sprovveduto, si accerta che la sua intuizione sia corretta scattandosi un “selfie” con una Polaroid (ricordi? Siamo nel 1995).
Vuoi per un’inquadratura sbagliata o per un difetto della macchina fotografica, la foto che esce dalla Polaroid è vuota. McArthur ha avuto la sua confermail succo di limone lo ha reso invisibile, nessuno potrà fermare il suo piano criminale!
Ma torniamo al giorno delle rapine.
Wheeler è ormai tornato a casa col bottino: alcune migliaia di dollari in banconote di piccolo taglio (mica scemo lui!).
Sta gongolando non solo per i soldi, ma anche per la genialità del suo piano, quando all’improvviso sente sbattere con violenza alla porta: è la polizia.
È incredulo: come sono riusciti a scoprirlo così in fretta? È sicuro di aver cosparso ogni centimetro del suo viso col succo di limone ed è stato attento a non avvicinarsi a nessuna fonte di calore quando era nelle banche.
Ma ad essere ancor più increduli sono gli stessi poliziotti.
Dopo essere stato condotto in Centrale, McArthur viene sottoposto a dei test per verificare se, durante le rapine, fosse stato sotto l’effetto di alcol o drogheNiente. Pulito come una monachella.
Come se non bastasse, il rapinatore appare talmente sincero nel raccontare l’esperimento dell’inchiostro invisibile e il test con la polaroid, che gli inquirenti giungono alla conclusione di trovarsi di fronte ad un vero e proprio idiota che si credeva un genio del crimine.

“Come si può essere tanto stupidi?”, si chiese quindi David Dunning.

Dunning pensò che forse il rapinatore  era anche troppo stupido per accorgersi di essere troppo stupido.

Così, trovò un modo per misurare la capacità di autovalutazione di gruppi di studenti in diverse aree, dal ragionamento logico alla conoscenza della grammatica, e per correlare livello di competenza e precisione nel valutare la qualità delle proprie prestazioni.
Gli incompetenti tendono a fare due cose in modo ricorrentesovrastimare drammaticamente le proprie prestazioni, sottovalutare il livello medio di prestazione dell’intero gruppo. La propensione degli incompetenti all’errore è universale. E sfida le leggi più elementari della matematica.Dopo aver compiuto l’esperimento, i ricercatori giunsero alle quattro conclusioni che definiscono l’effetto Dunning-Kruger:
  • Le persone si mostrano incapaci di riconoscere la propria incompetenza.
  • Tendono a non poter riconoscere la competenza delle altre persone.
  • Non sono in grado di prender coscienza di quanto risultano incompetenti in un determinato ambito.
  • Se vengono formate affinché aumentino la propria competenza, risulteranno capaci di riconoscere e accettare quanto fossero incompetenti in precedenza.
“E’ sapiente solo chi sa di non sapere, non chi s’illude di sapere e ignora così perfino la sua stessa ignoranza.” Socrate






lunedì 28 settembre 2015

Coscienza o reputazione?

Un maestro zen vide uno scorpione annegare e decise di tirarlo fuori dall'acqua.
Quando lo fece, lo scorpione lo punse.
Per l'effetto del dolore, il padrone lasciò l'animale, che di nuovo cadde nell'acqua in procinto di annegare.
Il maestro tentò di tirarlo fuori nuovamente e l'animale lo punse ancora.
Un giovane discepolo che era lì gli si avvicinò e gli disse: "Mi scusi maestro, ma perché continuate ? Non capite che ogni volta che provate a tirarlo fuori dall'acqua vi punge ?"
Il maestro rispose: "La natura dello scorpione è di pungere e questo non cambierà la mia che è di aiutare".
Allora il maestro con l'aiuto di una foglia tirò fuori lo scorpione dell'acqua e gli salvò la vita; poi, rivolgendosi al suo giovane discepolo, continuò:
"Non cambiare la tua natura se qualcuno ti fa male, prendi solo delle precauzioni; perché gli uomini sono quasi sempre ingrati del beneficio che gli stai facendo, ma questo non è un motivo per smettere di fare del bene, di abbandonare l'amore che vive in te.
Gli uni perseguono la felicità, gli altri la creano.
Preoccupati più della tua coscienza che della tua reputazione, perché la tua coscienza è quello che sei e la tua reputazione è ciò che gli altri pensano di te.
Quando la vita ti presenta mille ragioni per piangere, mostrale che hai mille ragioni per sorridere."

lunedì 23 marzo 2015

Downshifting pratico 5: Correte per la Vita, non per la cena

Oggi grazie alla riflessione innescata dai miei amici Luigi De Lucia ed Ugo Albanese ho fatto un altro passo avanti rispetto all'applicazione del downshifting pratico.

C'era una volta un cane che si vantava con i suoi amici canini di poter correre più velocemente di chiunque altro. Un giorno corse dietro a un coniglio, nel tentativo di farne una preda, ma non riuscì a raggiungerlo. Gli amici non persero l'occasione di ridicolizzarlo per l'insuccesso. "Ok, ok - rispose loro il cane - questa volta non ce l'ho fatta. Ma ricordatevi, il coniglio correva per la vita, mentre io correvo solo per la cena."

Il fattore dominante?

La gente è solita trovare le più svariate giustificazioni ai successi altrui. Che raramente trovano reale fondamento. Le imprese più ardite, come pure i picooli successi che una persona ottiene, nascono infatti, e sempre, da una decisione a cui è seguita un'azione. A volte l'azione ha portato al risultato immediato. Altre volte (il più delle volte) l'azione si dimostra vana e ne richiede molte altre prima che la persona possa raggiungere il suo obiettivo. Ma qual è la soglia di "rottura"? Ovvero, dov'è che avviene la rinuncia al tentativo?

E dove possiamo distinguere il "vivere in semplicità" dalla "rinuncia"?

E' questo livello, infatti, che separa le persone  e le imprese di successo da quelle di insuccesso.
Non è il solo fattore, è vero: contano anche il prodotto, i mezzi a disposizione, il mercato e quant'altro. Ma un'attenta analisi della psicologia dei personaggi di successo, ed in particolare di imprenditori, professionisti, venditori di successo, mette subito in luce qual è la forza dominante di ciascuno di loro, e che li porta a conquistare risultati superiori alla media.

Questa forza non è la loro preparazione (che pure è importante); non è la loro idea di partenza (che aiuta molto); non sono i mezzi di cui dispongono (che rendono tutto molto più semplice): è la loro motivazione la forza dominante!

Solo chi è motivato, in effetti agisce! Gli altri desiderano, aspirano, vogliono, chiedono. Ma non fanno niente di serio per ottenere lo scopo!

Quindi la Motivazione diventa fattore critico e parte integrante del più vasto concetto del lifestyle del downshifter (ovvero colui che attua la scelta di preferire una maggiore disponibilità di tempo libero al miraggio di possibili brillanti carriere professionali).

sabato 9 novembre 2013

Downshifting 4:E' altrettanto facile essere più intelligente di ...?

Oggi grazie alla riflessione innescata dal mio caro amico Daniel Taurino sulle tante "falegnamerie mentali" che alcuni si fanno pur di "presenziare", ho fatto un nuovo passo in avanti rispetto all'applicazione del downshifting pratico.

Lavorare perché è un PIACERE non è necessariamente difficile e mi sono chiesto in che modo spiegare la questione.

"Lo sai come si catturano le scimmie in India?"

"Dunque, si attacca una noce di cocco ad un albero e la si riempie di riso attraverso un foro abbastanza grande perché una scimmia possa infilarci una mano.

La scimmia ci infila la mano e prende il riso, ma a quel punto il suo pugno pieno di riso è troppo grande per poter uscire dal foro. E la scimmia rimane vittima della propria avidità!!"

Quindi per essere felice basta cercare di essere solo più intelligente di una scimmia.

E' altrettanto facile essere più intelligente di una scimmia?

Downshifting pratico è anche essere abbastanza intelligente per scegliere di lavorare per il PIACERE piuttosto che per il DOVERE, o meglio ancora per evitare un DOLORE.

Transire Placet

venerdì 21 giugno 2013

Downshifting pratico 3:Ognuno fa quello che vuole, nessuno quello che deve, ma tutti partecipano

Un uomo d'affari statunitense, su ordine del medico, si concesse una vacanza in un piccolo villagio costiero messicano.
Incapace di prendere sonno dopo aver ricevuto una telefonata urgente dall'ufficio, si avviò verso il molo per schiarirsi le idee.
Lì era attraccata una minuscola imbarcazione con un solo pescatore, carica di tonni pinna gialla. L'americano si complimentò con il messicano per la pesca.
"Quanto ci ha messo a pescarli?" domandò l'americano.
"Pochissimo tempo" rispose il messicano in un inglese sorprendentemente buono.
"Perché non sta fuori di più e prende più pesce?" domandò allora l'americano.
"E' sufficiente per sostenere la mia famiglia e regalarne un pò agli amici" disse il messicano mentre li scaricava in una cesta.
"Ma...Che fa il resto del tempo?"
Il messicano alzò lo sguardo e sorrise "Dormo fino a tardi, pesco un pò, gioco con i miei figli, faccio una siesta insieme a mia moglie Julia, e giro per il villaggio ogni sera, dove bevo vino e suono la chitarra con i miei amigos. Ho una vita piena e impegnata, senor".
L'americano rise e si allungò in tutta la sua statura. "Signore, mi sono laureato a Harvard con un Master in Business Administration e posso darle una mano. Dovrebbe dedicare più tempo alla pesca e in questo modo potrebbe acquistare una barca più grande. In un attimo, con l'aumento dei profitti, potrebbe comperare numerose barche. Alla fine avrebbe una flotta di pescherecci."
Proseguì. "Invece di vendere quello che pesca a un intermediario, potrebbe vendere direttamente ai clienti, e alla fine potrebbe aprire un conservificio. Controllerebbe il prodotto, la lavorazione e la distribuzione. Naturalmente dovrebbe lasciare questo piccolo villaggio costiero di pescatori e trasferirsi a Cità del Messico, poi a Los Angeles e infine a New York, dove potrebbe gestire la sua impresa in espansione con un management appropriato".
Il pescatore messicano domandò:"Ma, senor, quanto ci vorrà per tutto questo?".
Al che l'americano rispose:"Quindici, vent'anni. Massimo venticinque".
"E poi, senor?"
L'americano rise e disse."Questa è la parte migliore. Al momento giusto, lancerebbe una IPO e venderebbe le azioni della sua società al pubblico diventando veramente ricco. Farebbe i milioni".
"Milioni, senor? E poi?"
"A quel punto potrebbe ritirarsi e trasferirsi in un piccolo villaggio costiero di pescatori, dove potrebbe dormire fino a tardi, pescare un pò, giocare con i suoi figli, are una siesta insieme a sua moglie e girare per il villaggio la sera, per bere vino e suonare la chitarra insieme ai suoi amigos....." (fonte: Timothy Ferris-4 ore alla settimana).

Ho deciso di scrivere questo post grazie alla riflessione innescata dal mio amico Aldo C. della Multitrade srl che mi ha parlato di management e dei valori che nella vita oggi non esistono più. Si parla tanto di crisi, ma la vera crisi è generata dal fatto che Ognuno fa quello che vuole, Nessuno quello che dovrebbe, ma Tutti partecipano.

Downshifting pratico è anche rallentare per scegliere di lavorare per l'IMPORTANZA piuttosto che per l'URGENZA.

lunedì 23 aprile 2012

Downshifting pratico 2: chiedi e ti sarà dato



Cambiare il proprio modello per cambiare se stessi e il mondo: questo è il mio secondo suggerimento per un downshifting pratico.

L'interno della nostra mente è un luogo in cui si trascorre la vita intera, è la nostra casa, possiamo farne un paradiso in cui vivere o un inferno da sopportare.



Il legame con il passato è rappresentato dalle emozioni. Le mie emozioni appartengono al mio passato perché fanno parte delle mie esperienze. Da bambino ho voluto toccare il fuoco e mi sono scottato: ho provato dolore.
Sono legato al mio passato non al mio futuro. Del futuro non ho fatto ancora esperienza, quindi non posso averne emozioni.
Che significa avere una villa con piscina? Io non lo so!
Posso immaginarlo e sarei un sognatore, ma non dargli concretezza. 
Del futuro non ho emozioni.
Tutte le mie emozioni sono basate sulle mie esperienze passate, ma per il principio di continuità, continuerò a pensare al mio passato che sarà il mio futuro. Questa è la continuità (newtoniana).
La percezione è continua, ma la realtà non lo è. Ho la mia personalità che non è il DNA. Se nella mia infanzia ho avuto una madre cattiva che mi ha abbandonato in un cassonetto, puoi giustamente pensare che la mia personalità ne abbia sofferto. Se sono diventato psicopatico, dove sarà la causa? Nel DNA? o nel mio modello di realtà?
Persone, luoghi, cose, eventi, tempi.
E' possibile un cambiamento di modello? La fisica quantistica dice di si, ma il tessuto psicologico in concreto ce lo impedisce nella realtà. C'é una legge che dice: si può fare!
A chi tocca farlo? Alla legge? NO! a chi allora? A Noi, per noi stessi.
La meccanica classica ragiona in termini di causa e di effetto. Se lascio cadere la matita che cosa accade? C'è un effetto e c'è una causa. Mi domando a parità di causa avrò sempre lo stesso effetto?
Ciò si chiama prevedibilità, continuità! Ciò implica che prevede il tempo che va, c'é un prima e c'é un dopo.
Che cosa viene prima? La causa
Che cosa viene dopo? L'effetto 
questo si chiama principio di causalità, poi c'è il principio di sincronicità che afferma: il comportamento della realtà non avviene in termini di sequenze temporali, prima e dopo, ma in funzione della loro contemporaneità. Prima e dopo coincidono, causa ed effetto si creano nello stesso momento, pensiamo in termini di meccanica classica, ma la realtà è sincronica. 
Vuoi stare male? Per stare male devi aver creato una causa. Se hai come effetto il mal di stomaco, significa che hai creato la causa per la quale ti è venuto la nausea. La sincronicità non prevede il tempo. La soluzione è data dalla personalità stessa, solo un atto intenzionale e consapevole può darci la soluzione.
Nella meccanica classica c'è prima la causa e poi l'effetto, nella quantistica avviene il contrario, solo in apparenza c'è un effetto e poi la causa.
Nella mia realtà continua, c'è una causa che determina un effetto. Ne traggo un'esperienza e quindi....un'emozione. Voglio cambiare la mia realtà? Che cosa devo creare prima? La causa o l'effetto? La risposta è l'effetto. Se mi dico: io sono sano, creo l'effetto!
Quale dei due aspetti mi interessa? La causa o l'effetto? E' più importante per me essere ricco o come diventare ricco? Il focus non deve essere posto sul come diventare ricco, ma sul io sono ricco. La causa è di pertinenza.
Della coscienza primaria non è il mio ego ad occuparsene, se voglio toccare la spalliera di una sedia devo focalizzarmi sul come toccarla? No, vado e la tocco.
Non conosco la causa che mi porta a realizzare: io sono sano, io sono ricco, io sono capace.
Non la conoscerò mai, è troppo complessa per il mio cervello cognitivo, se devo focalizzarmi su come arrivare sull'obiettivo non lo raggiungerò mai! Devo focalizzarmi soltanto sull'effetto.
Chiedi e ti sarà dato! Credici è vero!



Tornerò a testimoniare personalmente la mia metodologia al downshifting fra 7 giorni.

Transire placet

Video ideato e realizzato da Alberto Lori, che ringrazio per avermi permesso di riutilizzarlo
http://www.youtube.com/user/albertolori24

martedì 10 aprile 2012

Iniziativa...impulso ad iniziare cose nuove, cioé Barattoliamo


dall'ultimo post in questo mio blog, son passati ben 10 mesi.
Grazie ad un po di sano pessimismo e alla riflessione sul pensiero di Thoreau che "Le cose non cambiano, noi cambiamo" in 302 giorni ho cercato di mettere in atto una metodologia di "downshifiting" nella mia vita.
Da sempre ho inteso la metodologia quale "evoluzione (teorico-pratica) del lavoro di ricerca sulla base del metodo scientifico, accompagnandosi con «le linee interpretative che il ricercatore elabora e presenta a partire dalla propria soggettività e delle intenzioni che ha sviluppato nel corso della sua permanenza sul campo» (f.wikipedia)".
Oggi si parla molto di "downshifting" ma poi per attuare questa cosiddetta Semplicità Volontaria il più difficile è prendere l'iniziativa (si, proprio quella dell'ultimo post).
Il giorno della S. Pasqua qualcuno (una rosa arcobaleno) mi scrive "Coach! Buona Pasqua" e vivo l'impressione di star percorrendo un campo minato.... come nei cartoni animati, si gira il cartellone con la dicitura rossa "DANGER".
Cosa fare?
La strategia militare consiglia solo "lo sminamento" cioé l'apertura di un varco sufficiente al passaggio.
Un vero "coach" è un facilitatore del cambiamento, quindi testimonierò personalmente l'impulso ad iniziare cose nuove, ed oggi nella mia mail ecco l'inizio (un vero invito "downshifter"):



1. Downshifting pratico: qualità del cibo.

Venticinque secoli fa, nell'isola di Cos, in Grecia, un professore di medicina dalla lunga barba, Ippocrate, seduto all'ombra di un platano orientale sulla cima di una ridente collina, indirizzò al cerchio dei suoi discepoli un aforisma essenziale e profetico: "Il tuo nutrimento sarà la tua medicina".
Nessuno fino ad oggi ha insegnato con più eloquenza un modo di vivere sano.

Nel 1885 la Società Medica del Massachussets offriva "Un premio di 100 dollari per la migliore proposta mirante alla prevenzione e guarigione della malattia, senza utilizzazione di medicinali (chimici), che possa costituire un progresso in favore dell'umanità e della scienza medica".

Benché la soluzione mi sia arrivata solo oggi nella mail con l'invito di Anita Di Pietro, quindi tardi per essere ricompensata da quel famoso premio, sicuramente il costo dei 35 euro è il primo insegnamento di Semplicità Volontaria: qualità del cibo.

L'augurio ed il varco nel danger sarà poter leggere le ricette "downshifter" della serata nel blog www.anitadipietro.it

Tornerò a testimoniare personalmente la mia metodologia al downshifting fra 7 giorni.

Transire placet

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lunedì 13 giugno 2011

La cosa più facile. Un po' di sano pessimismo 2

Angelo o Monello? Grazie alla riflessione innescata dalla mia amica Emanuela (e oggi 05/01/2012 dalla mia amica Rosa Arcobaleno) e continuando sulla scia di un po' di sano pessimismo, medito:

1. la prima cosa più facile è reagire.
2. la seconda è rispondere.
3. ma quella più difficile è prendere l'iniziativa.

Reagire è ciò che fa il nostro organismo quando assumiamo un farmaco sbagliato o anche giusto.
Reagire è ciò che fanno di continuo i politici.
E' intuitivo, istintivo e in genere pericoloso.
I manager reagiscono.

Rispondere è un'alternativa nettamente migliore. Si risponde agli stimoli esterni con un'azione meditata. Le aziende rispondono alle minacce provenienti dalla concorrenza; gli individui rispondono ai comportamenti dei colleghi o quando si presentano delle opportunità.
Una risposta è sempre migliore di una reazione.

Ma entrambe (reazione o risposta) non sono nulla in confronto a un'iniziativa!
Prendere l'iniziativa è davvero difficile.
E' ciò che fanno i leader:scorgono qualcosa che gli altri ignorano e ci si lanciano a capofitto. Sono loro a determinare gli eventi che costringono gli altri a reagire.
Attuano i cambiamenti.

Ora tocca a TE (si proprio tu che leggi) prendere l'iniziativa: essere protagonista della tua vita.

Puoi essere anche un Angelo Monello....transire placet!

domenica 5 giugno 2011

Un po' di sano "pessimismo"

Grazie alla solleticazione della mia amica Emanuela Z. ho deciso di riprendere a lasciare qualche riflessione sul "senso della vita" da inventore 3.0
Se è vero che l'essere umano prende decisioni solo ed esclusivamente per 2 motivi: evitare un dolore o provare un piacere, fino ad oggi io avevo percorso la prima strada.
Sicuramente una strada verde e rilassante visto che mi ha permesso in questo lungo tempo di restarmene nella mia zona comfort.

Ma riflettendo con un po di "sano" pessimismo (inculcatomi da Emanuela, ma in realtà lei stana i timidi con un istinto che non insegna): è stato anche un periodo vissuto da vigliacco perché non ho condiviso, se non con pochi "prescelti" questa mia comodità, viceversa potevo donare tante mie riflessioni ed uno stile di vita "felice" a molti.

Quindi con un po di sano pessimismo, rifletto e condivido:

Se pensi che la leadership non ti riguardi, sbagli.
Abbiamo bisogno di TE
(si, proprio tu che stai leggendo questo post)
per guidarci.

I leader mettono in discussione lo status quo.
Creano una cultura attorno a un obiettivo e
coinvolgono gli altri in questa cultura.
Sono estremamente curiosi
del mondo che cercano di cambiare.
Usano il carisma (in una varietà di forme)
per attrarre e motivare i sostenitori.
Comunicano la loro visione del futuro.
Si impegnano a difendere un progetto e
prendono le decisioni sulla base di
questo impegno.
Mettono in comunicazione i sostenitori.

"Le cose non cambiano, noi cambiamo" ammoniva Henry David Thoreau (scrittore statunitense) ed allora grazie al sano pessimismo di Emanuela mi sono chiesto:

"E' meglio essere un termometro oppure un termostato?" (ndr: oppure secondo Emanuela "Angelo o Monello?")

Il termometro segnala che qualcosa non va; è un indicatore, il canarino nella miniera di carbone.
Ci dice quando spendiamo troppo o acquistiamo troppo oppure quando non rispondiamo abbastanza rapidamente al telefono. L'Umanità è stracolma di termometri umani che criticano, rilevano o semplicemente si lamentano (oppure come ho fatto io: sono assenti).

Il termostato, invece, riesce a modificare l'ambiente di pari passo con il mondo circostante.
Quindi ovunque c'è bisogno di almeno un termostato umano capace di introdurre i cambiamenti in risposta al mondo esterno e in modo costante nel corso del tempo. Anche se a discapito di dure critiche (valigia delle scuse e valigia delle colpe).

Un termostato è molto più prezioso di un termometro.

Quindi rispetto ad una zona di comfort, la prima cosa più facile è reagire.
La seconda è rispondere.
Ma quella più difficile è prendere (o riprendere) l'iniziativa: grazie Emanuela.

Resto fedele al pensiero di Thoreau:
"C'è un solo tipo di successo: fare della propria vita ciò che si desidera"
e grazie al sano pessimismo ho letto anche il "fare"!

Transire placet...puoi essere anche un Angelo Monello.

sabato 12 settembre 2009

Signor SUCCESSO!

Il più grande segreto del mondo è che devi semplicemente essere di poco superiore alla mediocrità....e ce l'avrai fatta!

Non devi andare avanti per aver successo.
Rimani dove sei: facendo il meglio che puoi, e senza avanzare di un centimetro, ti troveraidavanti agli altri. Perchè? Perché gli altri si saranno già ritirati! La lotta era troppo dura per loro. Hanno rinunciato...andandosene via...tu invece ci sei ancora perché non è rimasto nessuno.

Armando Giardino - 12 settembre 2009

martedì 1 settembre 2009

GEORGE CARLIN - DOPO L'11 SETTEMBRE

Il paradosso del nostro tempo nella storia e' che abbiamo edifici
sempre piu' alti, ma moralita' piu' basse, autostrade sempre
piu' larghe, ma orizzonti piu' ristretti.
Spendiamo di piu', ma abbiamo meno, comperiamo di piu', ma
godiamo meno.
Abbiamo case piu' grandi e famiglie piu' piccole, piu'
comodita', ma meno tempo.
Abbiamo piu' istruzione, ma meno buon senso, piu'
conoscenza, ma meno giudizio, piu' esperti, e ancor piu'
problemi, piu' medicine, ma meno benessere.
Beviamo troppo, fumiamo troppo, spendiamo senza ritegno,
ridiamo troppo poco, guidiamo troppo veloci, ci arrabbiamo
troppo, facciamo le ore piccole, ci alziamo stanchi, vediamo
troppa TV, e preghiamo di rado.
Abbiamo moltiplicato le nostre proprieta', ma ridotto i nostri
valori.
Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.
Abbiamo imparato come guadagnarci da vivere, ma non come
vivere.
Abbiamo aggiunto anni alla vita, ma non vita agli anni.
Siamo andati e tornati dalla Luna, ma non riusciamo ad
attraversare il pianerottolo per incontrare un nuovo vicino di
casa.
Abbiamo conquistato lo spazio esterno, ma non lo spazio
interno.
Abbiamo creato cose piu' grandi, ma non migliori.
Abbiamo pulito l'aria, ma inquinato l'anima.
Abbiamo dominato l'atomo, ma non i pregiudizi.
Scriviamo di piu', ma impariamo meno.
Pianifichiamo di piu', ma realizziamo meno.
Abbiamo imparato a sbrigarci, ma non ad aspettare.
Costruiamo computers piu' grandi per contenere piu'
informazioni, per produrre piu' copie che mai, ma
comunichiamo sempre meno.
Questi sono i tempi del fast food e della digestione lenta, grandi
uomini e piccoli caratteri, ricchi profitti e povere relazioni.
Questi sono i tempi di due redditi e piu' divorzi, case piu' belle
ma famiglie distrutte.
Questi sono i tempi dei viaggi veloci, dei pannolini usa e getta,
della moralita' a perdere, delle relazioni di una notte,dei corpi
sovrappeso, e delle pillole che possono farti fare di tutto, dal
rallegrarti al calmarti, all'ucciderti.
E' un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in
magazzino.
Un tempo in cui la tecnologia puo' farti arrivare questa lettera, e
in cui puoi scegliere di condividere queste considerazioni con
altri, o di cancellarle.
Ricordati di spendere del tempo con i tuoi cari ora, perche' non
saranno con te per sempre.
Ricordati di dire una parola gentile a qualcuno che ti guarda dal
basso in soggezione, perche' quella piccola persona presto
crescera', e lascera' il tuo fianco.
Ricordati di dare un caloroso abbraccio alla persona che ti sta a
fianco, perche' e' l'unico tesoro che puoi dare con il cuore, e
non costa nulla.
Ricordati di dire "vi amo" ai tuoi cari, ma soprattutto pensalo.
Un bacio e un abbraccio possono curare ferite che vengono dal
profondo dell'anima.
Ricordati di tenerle le mani e godi di questi momenti, perche'
un giorno quella persona non sara' piu' li'.
Dedica tempo all'amore, dedica tempo alla conversazione, e
dedica tempo per condividere i pensieri preziosi della tua
mente.
E RICORDA SEMPRE: la vita non si misura da quanti respiri
facciamo, ma dai momenti che ci tolgono il respiro.

George Carlin.

martedì 28 aprile 2009

Non esistono aziende di successo senza uomini di successo!


Non tutti sapranno che l'ideogramma cinese We j.ji rappresenta il concetto di crisi.

Come spesso accade molti di questi ideogrammi in realtà nascondo anche altri significati.
Nel caso specifico l'ideogramma We j.ji è composto da due parole, pericolo ed opportunità.
E' assolutamente vero. Nei momenti di pericolo si nascondono due grandi eventi: la difficoltà ma anche l'opportunità.
Spetta poi a noi, e al nostro atteggiamento, saper raccogliere le opportunità schivando i pericoli. Solo coloro che sono in grado di saper leggere gli eventi e prendere decisioni, a volte anche coraggiose, sapranno superare il pericolo. 
Allora ecco che sono sempre le persone che possono decidere le sorti di se stesse e di coloro che li circondano.
Quindi non esistono aziende di successo senza uomini di successo!!
Ed è proprio in questi momenti che emergeranno i veri "Leader", i veri uomini che sono in grado di dirigere la propria vita e quella delle persone vicine.
Guardatevi attorno, vi accorgerete che di veri uomini ne esistono pochi, veramente pochi.

Il mio amico Roccia nelle sue pillole mi ricorda sempre:

"Combatti, avrai 2 possibilità. Se non lo fai, ne avrai soltanto una: la sconfitta!!"

Ecco quanto è importante, la persona come tale, sarà lei con le sue decisioni o indecisioni l'artefice del successo o dell'insuccesso......della vita!!

Un giorno, quando trapasseremo a miglior vita, prescindendo dalla nostre credenze religiose, ci sarà fatta una sola domanda. 
"Ti ho dato la cosa più bella dell'universo: la Vita.  Che uso ne hai fatto?"

Io vorrò rispondere, avendo fatto i compiti a casa, di averla consumata tutta con Cuore, Passione e Libertà.

Viva la Vita!!!

venerdì 24 aprile 2009

Eliminare il 50% del lavoro in 48 ore...

... seguendo i consigli di un economista italiano semidimenticato!!

4 anni fa un economista cambiò la mia vita per sempre.

E' un peccato che io non abbia mai avuto la possibilità di offrirgli un drink. Il mio caro Vilfredo è morto da quasi cent'anni.

Vilfredo Pareto era un economista e sociologo vissuto tra il 1848 e il 1923. Ingegnere di formazione, cominciò la sua poliedrica carriera come dirigente di un'impresa siderurgica e più tardi succedette a Leon Walras alla cattedra di economia politica presso l'Università di Losanna in Svizzera. La sua opera fondamentale, Cours d'economie politique, in cludeva una "legge" della distribuzione dei redditi fino ad allora poco indagata, che più tardi avrebbe portato il suo nome ("legge di Pareto" o "distribuzione paretiana") ma che, nell'ultimo decennio, è diventata nota come "legge 80/20".

La legge di Pareto può essere sintetizzata come segue:
l'80% degli output è prodotto dal 20% degli input.

Modi alternativi per esprimere il concetto, a seconda del contesto, sono:

- l'80% delle conseguenze è prodotto dal 20% delle cause;
- l'80% dei risultati deriva dal 20% del sforzo e del tempo impiegati;
- l'80% dei profitti d'impresa deriva dal 20% di prodotti e dei clienti;
- l'80% di tutti i guadagni è realizzato dal 20% degli investimenti.

L'elenco è infinitamente lungo e vario e il rapporto è spesso sbilanciato verso l'alto in maniera ancora più netta: non è raro trovare 90/10, 95/5, 99/1, ma quello minimo è 80/20.

Trovandomi di fronte alla necessità di scegliere tra un esaurimento nervoso e l'opportunità di mettere alla prova le idee di Pareto, optai per la seconda ipotesi.

Cominciai a studiare i miei affari e la mia vita privata attraverso la lente di due domande:

- Qual è il 20% di fonti che causa l'80% dei miei problemi e della mia infelicità?
- Qual è il 20% di fonti che produce l'80% dei risultati da me desiderati e la mia felicità?

Continuando ad analizzare la mia vita e quella delle persone che mi circondavano, secondo i consigli dell'economista italiano oramai semidimenticato, mi resi conto che :

"Le persone sono incapaci di giudicare obiettivamente l'urgenza e l'importanza, così si riempiono di minuzie per impegnare il tempo e sentirsi importanti".

giovedì 23 aprile 2009

Bambini di 5 anni che suonano Mozart

Ecco una storia splendida.

A Filadelfia c'è una scuola di musica molto all'avanguardia: credo che si chiami la "New School" (Scuola Nuova). Lì si insegnano le cose più straordinarie a bambini molto piccoli.

La premessa è che, di fatto, noi disponiamo di capacità di gran lunga maggiori di quelle che sfruttiamo.

Alla New School insegnano ai bambini di 4 e 5 anni a suonare il violino; e sapete come si svolge la prima lezione?

Tutti, bambini, genitori, insegnanti ed amici, si vestono a festa e prendono posto nell'aula magna della scuola. Poi, uno ad uno, col violino e l'archetto in mano, i bambini salgono sul palcoscenico. (Si tratta della prima lezione di violino).
Quando i bambini giungono al centro del palcoscenico, si inchinano e l'inetro pubblico applaude e grida "Bravo!", dopodiché i bambini ridiscendono man mano e si siedono nuovamente al loro posto.

Ecco tutto. Fine della loro prima lezione!!

Non è splendido? Immaginatevi quale idea si fanno questi bambini dell'imparare a suonare il violino....

mercoledì 1 aprile 2009

Il mio senso della vita

Voi potete comprare il lavoro di un uomo,
la sua presenza fisica in un determinato luogo,
potete comprare anche un certo numero 
di movimenti muscolari per un'ora o per un giorno,
ma non potete comprare l'entusiasmo, la lealtà,
la devozione del cuore, della mente e dell'animo.
Queste cose ve le dovete meritare.
Clarence Francis